Genji Monogatari: il primo grande romanzo della storia scritto da una donna (e perché vive ancora negli shōjo manga)
Immaginiamo di essere trasportati per un momento nelle raffinate atmosfere della corte imperiale giapponese intorno all’anno Mille. Dietro paraventi di seta dipinta e tende di broccato, le dame dell’aristocrazia passano le serate scrivendo poesie, ascoltando musica e commentando le ultime storie che circolano tra i palazzi della capitale. La luce delle lampade illumina fogli di carta decorata e calligrafie eleganti. In questo mondo rarefatto, dove la sensibilità estetica è parte essenziale della vita quotidiana, una donna sta componendo un racconto destinato a diventare uno dei capolavori della letteratura mondiale. Nasce così il Genji Monogatari (La storia di Genji), da molti considerato il primo grande romanzo psicologico della storia. Con la sua attenzione alle emozioni dei personaggi, alle dinamiche sociali e alla fragilità delle relazioni umane, il racconto anticipa caratteristiche che diventeranno centrali nella narrativa europea solo molti secoli più tardi. A scriverlo è Murasaki Shikibu, dama della corte imperiale del Periodo Heian, che attraverso i 54 capitoli di cui si compone il romanzo, racconta la vita del principe Hikaru Genji e il mondo sofisticato dell’aristocrazia giapponese, fatto di intrighi politici, amori tormentati e sensibilità estetica.
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